Nel lavoro di tutti i giorni nello studio dentistico, l'efficienza degli strumenti è fondamentale. Tra questi, il dispositivo di lucidatura ad aria (comunemente definito Air Flow) è un vero e proprio alleato quotidiano per la profilassi.
Capita però, a volte, di trovarsi di fronte a un problema frustrante: il manipolo si intasa e l'aria o la polvere non fluiscono più correttamente.
In questi casi spesso si ipotizza un malfunzionamento dell’apparecchio e si imputa il problema a un difetto del prodotto. In realtà, la maggior parte delle volte le otturazioni dipendono dalle modalità di utilizzo e dalle procedure di manutenzione. La buona notizia è che la quasi totalità dei blocchi può essere prevenuta con poche e semplici accortezze nella gestione quotidiana.
L'ostruzione dei condotti interni di un Air Flow non dipende da un guasto meccanico, ma dalla solidificazione fisica della polvere all'interno del dispositivo. L'aria e l'acqua passano perfettamente se i condotti sono liberi; se si bloccano, la causa è sempre riconducibile a due fattori esterni:
- La gestione della polvere (umidità e qualità).
- Le abitudini operative e di manutenzione dell'operatore.
Analizziamoli nel dettaglio per capire come evitare il problema.
1. La gestione della polvere: nemica dell'umidità
Le polveri per profilassi (bicarbonato di sodio o glicina) sono estremamente igroscopiche, il che significa che assorbono l'umidità dall'ambiente con grandissima facilità. Quando la polvere si bagna, i micro-granuli si agglomerano creando veri e propri "tappi" solidi.
- Attenzione al compressore: Se lo studio non è dotato di un sistema di essiccazione dell'aria efficiente a monte (sul compressore o sul riunito), l'aria compressa trasporterà micro-goccioline d'acqua direttamente nel serbatoio dello strumento. Molto importante è anche la verifica delle guarnizioni dell’attacco rapido, che devono essere integre e a tenuta.
- Conservazione corretta: È necessario conservare la polvere ben chiusa in un ambiente asciutto ed evitare di lasciare il tappo del flacone o il serbatoio dello strumento aperti ed esposti all'umidità dell'aria.
- Polveri originali: Ogni strumento è calibrato al millimetro sulla granulometria e sulla fluidità delle polveri fornite dal produttore. L'uso di polveri compatibili, di scarsa qualità o scadute aumenta drasticamente il rischio di intasamento.
2. Errori operativi e di manutenzione quotidiana
Il modo in cui si usa e si pulisce lo strumento alla fine di ogni trattamento fa la differenza tra un manipolo longevo e un blocco improvviso. Ecco le regole d'oro da seguire:
- Eseguire sempre lo spurgo a fine trattamento: Al termine di ogni applicazione, rimuovere la polvere residua dal serbatoio e far girare lo strumento con sola aria/acqua per liberare completamente i condotti. Lasciare la polvere ferma all'interno significa favorirne il deposito e la compattazione.
- Utilizzare regolarmente gli aghi di pulizia: Nel kit originale delle varie apparecchiature si trovano sempre specifici aghi lunghi e corti. Il condotto della polvere va ispezionato e pulito meccanicamente dopo ogni utilizzo.
- Massima attenzione alla sterilizzazione in autoclave: È di fondamentale importanza ricordare che si può sterilizzare solamente il puntale dell’Air Flow; il corpo del manipolo non è sterilizzabile in autoclave e si danneggerebbe irrimediabilmente. È inoltre estremamente importante verificare che non ci siano residui di polvere all'interno del puntale prima di inserirlo in autoclave: il calore farebbe "cementificare" la polvere, creando un blocco permanente praticamente impossibile da rimuovere (e che richiederà quindi la sostituzione del pezzo).
Scegliere di seguire una routine di manutenzione rigorosa richiede solo pochi secondi a fine seduta, ma ti eviterà inutili costi e perdite di tempo per inviare lo strumento in assistenza.